L’INCONSCIO…cos’è? Cosa fa? Cosa dice? Semplice…Lui è la nostra guida, in pratica ci governa. Noi tutti esseri umani, siamo dotati di una parte logica ed una parte emotiva (analogica). La parte analogica studia la comunicazione emotiva utilizzando una comunicazione NON verbale.
Studiando le caratteristiche dei linguaggi interattivi, si comprende come con SEGNI, GESTI, PAROLE, SUONI e COMPORTAMENTI l’individuo reagisce, viene stimolato. In molti avevano preso in considerazione l’emotività compreso i grandi fautori della psicologia tradizionale, ma, nessuno di loro aveva sistematicamente analizzato i “dinamismi analogici†(leggi che regolano le nostre emozioni).
Ciò che è giusto evidenziare, della psicologia analogica, è che non solo aiuta nelle relazioni interpersonali ma gestita in prima persona, aiuta a comprendere meglio se stessi, chi siamo, cosa desideriamo e come fare per ottenere ciò che desideriamo.
La “chiave di volta†dell’inconscio risulta essere il LINGUAGGIO EMOTIVO.
Come già ampiamente detto, la mente dell’uomo è costituita da due istanze: Logica ed Emotiva (analogica), le due hanno modi differenti di esprimersi. Il linguaggio emotivo dialoga con la parte logica, ma, al contrario, quella Logica non può e non riesce a dialogare con quella Analogica (Emotiva).
Il linguaggio logico è guidato dalla logica razionale, dai sillogismi, da educazione morale ricevuta nel passato, è vincolato dal modo di vivere della società che ci circonda creandoci, chi più chi meno, INIBIZIONI, CASTRAZIONI, e guidandoci sempre più, d’apprima in maniera sottile e poi più marcatamente, sino al blocco della propria personalità . Si agisce e si pensa in base agli altri, a ciò che potrebbero aspettarsi da noi, affinché GLI ALTRI, pensino cosa noi potremmo essere per LORO. Vere e proprie Azioni viziate. Si precisa, però, che nella società vi sono individui che naturalmente in base al loro vissuto non presentano blocchi di alcun genere, si trovano quindi in completa, o quasi, armonia tra l’istanza logica ed emotiva, obiettivo primario per il raggiungimento del BENESSERE personale e del SUCCESSO.
Il linguaggio emotivo, invece, si esprime per analogie, per somiglianze, per vissuti precostituiti. Risulta essere un linguaggio completamente differente dal precedente e la fa da “padrona†semplicemente ricordandosi ciò che la parte razionale ha accontonato. Esso rispolvera il vissuto, il passato, senza dimenticare o rimuovere neanche il più piccolo particolare, riproponendoci quotidianamente ed istante per istante tutto ciò che in un passato, se pur lontanissimo, abbiamo vissuto positivamente ma sovente negativamente ponendo in essere per analogia una “COAZIONE A RIPETEREâ€. Porta a ricreare situazioni errate e quindi dando la possibilità nuovamente di ripetere gli stessi errori.
Il linguaggio emotivo, sostanzialmente, è attratto da alcune categorie di “linguaggioâ€, tra le più significative troviamo:
-I SEGNI: forme geometriche archetipiche rappresentate da, ASTA, CERCHIO, TRIANGOLO;
-I SIMBOLI: Ciò che riporta a Madre, Padre, Se stessi (egocentricità );
-CANALI COMUNICATIVI: PROSSEMICA, gestione degli spazi; CINESICA, gesti e simboli; DIGITALE, gestione dei toccamenti a se stessi o all’interlocutore; PARALINGUISTICA, gestione delle parole e dei suoni.
Ponendo in essere detta Comunicazione la parte emotiva dell’interlocutore è sollecitata ad aprire un canale comunicativo, non logico/razionale, e risponde attraverso dei “gesti†o atti: di gradimento, di rifiuto e scarichi pensionali. Basterà quindi riuscire a sollecitare l’interlocutore e di conseguenza decodificare i gesti in seguito a sollecitazione.